ESPOSIZIONE DELLA “TREDICESIMA PANCHINA” DELL’ARTISTA GIUSEPPE RAVIZZOTTI
Da oggi, giovedì 16, fino al 30 maggio nell’atrio del Liceo Clemente Rebora di Rho (sede di via Papa Giovanni XXIII) è esposta l’opera dell’artista Giuseppe Ravizzotti, realizzata e donata in esclusiva alla città di Rho. Si tratta della “Tredicesima panchina” contro la violenza alle donne, realizzata il 10 novembre 2018, durante una performance pubblica presso la Biblioteca di Villa Burba, in occasione della mostra antologica, dedicata dall’artista, “Escape again. Questa assenza non passa”
La tredicesima panchina prosegue idealmente un percorso, iniziato a novembre 2017, che ha previsto l’installazione di 12 panchine rosse, distribuite in diversi punti del territorio rhodense, come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e l’affermazione di una cultura di parità.
Alle spalle dell’opera è stato realizzato un set fotografico che riporta la realizzazione del percorso “12 panchine in 12 mesi”, allo scopo di visualizzare i siti dove sono collocate le panchine rosse e promuovere uno sviluppo territoriale sempre più allargato di questo progetto, ormai radicato su tutto il territorio nazionale italiano.
“Il progetto della panchina rossa inserisce Rho in un circuito nazionale di enti che le hanno scelte come simbolo. – ha dichiarato l’Assessore al Piano Strategico, Promozione pari opportunità e conciliazione dei tempi, Sabina Tavecchia – L’obiettivo è di creare luoghi-simbolo per definire un percorso di sensibilizzazione e informazione, per ribadire l’eliminazione della violenza alle donne non soltanto in occasione della Giornata Internazionale del 25 novembre. Il nostro progetto continua durante l’anno, ricordando il costante e continuo lavoro delle istituzioni e delle associazioni che si occupano delle donne come le Forze dell’ordine e tutti i centri anti-violenza.”
Si realizza al Liceo Rebora un progetto fortemente voluto da tutti:
rendere l’atrio un luogo espositivo e di riflessione per coloro che lo frequentano quotidianamente e per quanti, ogni giorno, hanno necessità o occasione di frequentare il nostro istituto.
Un ringraziamento speciale a Giuseppe Ravizzotti, non solo per l’originalità dell’opera e di tutta la sua ricca produzione, ma soprattutto come uomo di grande sensibilità, capace di offrire con il suo ricco talento spunti di riflessione.
BIOGRAFIA DELL' ARTISTA
GIUSEPPE RAVIZZOTTI
Nasce a Vignale (Novara) il 22 aprile 1960.
Inizia a dipingere nel 1982. Dopo una lunga pausa riprende la pittura nel 2006. Nel 2008 ha inizio il periodo pittorico che avvicina l’artista all’action painting di J. Pollock e all’interpretazione pittorica dell’espressionismo astratto di M. Rothko, De Kooning, Sam Francis, Motherwell, G. Richter, Corpora, E. Vedova, lasciando spazio alla spontaneità del rapporto dell’artista con l’opera ed al privilegiato ruolo dell’inconscio nel processo creativo. Ciò che vuole comunicare con i colori, i tratti, la materia e la combinazione tra essi sono le proprie emozioni, le gioie e le sofferenze che da “dentro” escono prendendo forma attraverso il dipinto, in modo unico e appassionato, fulcro della sua creatività. Questa passione e le emozioni lo spingono a presentarsi al pubblico, per comunicare ed esprimere la propria anima, sperimentare che “anche le Forme Astratte devono assomigliare a Qualcosa”. Comincia ad esporre nel 2008. Nel 2011 sente il bisogno di proporre opere dal gesto figurativo più dichiarato perché comprende che certe sensazioni, questioni intime, messaggi e sofferenze hanno bisogno di essere “lette ed espresse con linguaggi differenti dall’astratto”, che certe vibrazioni devono essere codificate con “figure e forme conosciute”. Ecco il motivo del figurativo contaminato, che non abbandona il dripping sempre presente “sotto alla figura” come segno, graffio, taglio, anima. E’ il bisogno di esplorare il corpo e di esprimere attraverso il suo linguaggio sensazioni forti, messaggi e provocazioni, respiri sospesi, quai a dire in un reciproco ma comprensibile messaggio silenzioso, ecco, io sono così.
Vive e lavora a Caltignaga (Novara).